Questo è sostanzialmente il contenuto dell’articolo apparso oggi sul quotidiano "il messaggero". Le videoteche stanno vivendo una profonda crisi ed accusano le reti P2P, quelle per lo scambio libero di files via internet. Circa 200 esercizi chiusi solo a Roma dal 2000 ad oggi, persino la catena Blockbuster pensa ad un ritiro nei prossimi anni dal mercato italiano. Si cerca di individuare un singolo responsabile quando, per fenomeni simili, come sempre sarebbe ben più saggio analizzare una serie di fattori. E comunque si tratta di un problema probabilmente senza alcuna soluzione.
Quindi davvero le videoteche sono destinate a sparire? Vediamo cause ed ipotesi per il futuro nel seguito dell’articolo.
Cerchiamo innanzitutto di individuare ed analizzare le cause:
Reti P2P. Non è un mistero che programmi come Emule o Torrent permettono di scaricare facilmente da internet qualunque tipo di file: musica, film, programmi o libri. Il download di un film è in alcuni casi più semplice e rapido dell’uscire di casa per recarsi in videoteca. Sicuramente è più economico: completamente gratuito se escludiamo i costi del canone di connessione alla rete. L’offerta poi è indubbiamente più ampia: tutti i film comuni ma anche molte rarità o quelli mai giunti in Italia, serie tv e cartoni animati. La più grande videoteca del mondo è online.
Però, come già scritto in un precedente articolo, emule e gli altri programmi P2P sono tra i principali responsabili dell’informatizzazione di massa, almeno per quanto riguarda l’accesso ad internet. Diciamocelo francamente, senza Emule o Torrent una bella fetta di internauti quasi non saprebbe che farsene della connessione.
Di tornare indietro proprio non se ne parla, regredire tecnologicamente è impensabile.
Tra l’altro questa libera circolazione di materiale audiovideo non può che fare bene all’intera popolazione. Un giro di vite contro il P2P farebbe probabilmente più danni che altro.
Televisioni Pay-TV e Pay per view. L’offerta di film da parte delle televisioni a pagamento è in grado di soddisfare gran parte degli utenti. Se pago un tot di abbonamento per vedere tanti canali chi me lo fa fare di spendere altri soldi per noleggiare film? Al limite un acquisto in Pay per View: faccio tutto da casa, un click sul telecomando ed avvio la visione del film scelto, magari uno degli ultimi usciti. Senza il fastidio di andare in videoteca due volte: una per prendere il film ed un’altra per restituirlo. Senza rischi di pagare salate penali per ritardi nella riconsegna.
Si, è vero, un film noleggiato lo si può vedere quante volte si vuole nel periodo di affitto. Ma… sinceramente quante volte capita di vedere lo stesso film più volte in pochi giorni? Quasi Mai.
IPTV. Acquistare (legalmente) un film direttamente su internet, comodamente da casa propria. Un fenomeno ancora agli albori ma in continua e costante crescita. La banda larga è ormai in quasi tutte le case, la qualità offerta dai molti Megabits di una moderna Adsl può tranquillamente superare quella di un comune DVD. Inoltre questo rapporto diretto con l’utente e la mancanza di intermediari e costose infrastrutture potrebbe anche determinare prezzi per l’utente finale più bassi di quelli necessari al noleggio di un film.
Ci vorrà del tempo ma vedrete che prima o poi l’IPTV sarà il vero killer di ogni altra modalità di fruizione di contenuti audio/video. Date il giusto tempo alle major cinematografiche per prepararsi a sfruttare appieno internet e, non solo il videonoleggio ma anche le stesse tv satellitari entreranno in crisi.
In internet non c’è limite al numero di canali e la qualità video è scalabile in base alla velocità di connessione, fino all’alta definizione Full-HD. Se l’offerta sarà ampia e di buona qualità, l’acquisto via internet di film potrebbe anche rendere marginale il download illegale, d’altronde il motto di Apple con Itunes è proprio: "fare in modo che la gente trovi più semplice e divertente acquistare contenuti piuttosto che scaricarli illegalmente".
Cambiano le abitudini delle persone. La gente guarda meno la Tv, conseguentemente guarda meno film. A quanto pare la TV non è più il media preferito dalla maggior parte delle famiglie. Ad esempio è risaputo da tempo che il mercato dei videogiochi ha superato in volume di affari quello della vendita di film. Il tempo libero di ognuno di noi è più o meno costante e, se dobbiamo dividerlo tra i molteplici interessi, necessariamente ne rimane poco da dedicare alla visione di film.
Personalmente ero uno di quelli che faceva le ore piccole per attendere il passaggio in TV delle più disparate pellicole… grande appassionato di film ne guardavo moltissimi di tutti i generi e su ogni supporto. Ora dedico a questa attività mediamente non più di una sera a settimana.
In definitiva le videoteche sono destinate a scomparire? La risposta semplice è "SI". Non c’è dubbio. E’ la società ed il mercato che decretano questa fine.
E’ successo con gli ipermercati che hanno schiacciato le piccole botteghe. E’ successo con i prezzi bassi di abiti e calzature che hanno (quasi) estinto rispettivamente i sarti ed i calzolai. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito ma il succo è che non ci si può fare niente…. il mercato va in una certa direzione secondo parametri a volte oscuri, a volte decisi (o imposti) dall’alto. Noi comuni utenti mortali possiamo solo adattarci e rassegnarci al ruolo di usufruitori paganti








In definitiva le videoteche sono destinate a scomparire? La risposta semplice è “SI”. Non c’è dubbio. E’ la società ed il mercato che decretano questa fine.
Ciao, ho una videoteca, so che prima o poi “morirò”, ma mi fa imbestialire che questo avverrò a causa di una cosa illegale come il p2p. Se fosse per causa commerciali come sky, digitale, ecc. allora soccomberò senza tirare fiato, ma così proprio non ci sto.
Stammi bene
il problema e’ che gli utilizzatore dei programmi p2p sono dei veri e propri “LADRI” e aggiungo “PEZZENTI ” i quali non solo violano la legge ma non si possono permettere due euri per noleggiarsi un film, riducendosi così a vedere cose ignobili dal punto di vista della qualità, e poi da sfigati corrono il rischio di finire in galera per materiale pedopornografico…….come già successo…..altro che “libera circolazione di materiale audiovideo non può che fare bene all’intera popolazione” GENIO TU DEVI ESSERE UN GENIO….
ma come si fa’ a paragonare una videoteca ad un supermercato…. le societa e il mercato cosa decretano???????? ha!!!!! capito il nostro prodotto viene rubato da internet, ovvio!! chi viene in videoteca quando trovo tutto subito e gratis??, complimenti migliaia di posti di lavoro bruciati e centinaia di milioni di euro buttati a mare
Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo cui cui ho approvato i commenti. Sono mancato 2 giorni di fila…
Ho eliminato solo i commenti contenenti offese e/o spam.
Che dire… rileggendo il testo dell’articolo mi rendo conto che era naturale aspettarsi dei commenti così “coloriti”. Daltronde chiunque si infurierebbe se gli dicessero che con il proprio lavoro non ha futuro.
Fortuna che quanto scritto non è destinato ad avverarsi. Si tratta solo di una mia personalissima visione del futuro basata su alcune considerazioni generali anch’esse strettamente personali.
Viene naturale intravedere questo scenario in mancanza di azioni atte a “correggere” la storpiatura P2P. Sono contrario ad eliminare del tutto il P2P ma… che lo si renda almeno più equilibrato. Il fatto è che non vedo grandi gruppi politici interessati alla questione.
Al contrario vedo grandi aziende di telecomunicazioni (a quanto pare anche molto influenti) che traggono dal P2P enormi benefici economici sotto forma di milioni di abbonamenti ADSL.
Qualcuno potrebbe dire che il sistema legislativo serve proprio ad evitare situazioni simili, di fatto non può esistere alcuna concorrenza contro la diffusione illegale e gratuita di materiale audiovideo. Ma, come al solito in Italia si è maestri nel promulgare leggi severe e… ancora più esperti nel “non applicarle”.
Un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Le leggi siffatte sono assolutamente inutili, servono unicamente per accontentare le grandi major. Poi se ci accusano che non le facciamo rispettare rispondiamo che non abbiamo i mezzi sufficienti a fare i controlli.
A questo punto speriamo che io mi sbagli e che qualcuno che conti decida di correre ai ripari con interventi decisi per salvare un intero settore.
dopo aver lanciato il sasso si nasconde la mano…visto e rivisto e’ per colpa di questi pensieri “new age” che onesti lavoratori perdono i propri investimenti e la possibilità di lavorare…il problema ed e’ solo l’unico a mio modo di vedere e’ la regolamentazione o meglio l’applicazione di norme legislative che già esistino, non solo a livello italiano ma europeo, io concordo sulla sana e leale concorrenza non sono d’accordo sulla concorrenza sleale o nel caso del p2 del furto, tollerato non c’e’ dubbio, e per tornaconti economici…in conclusione senza lanciare anatemi disfattisti mi auguro che a più presto si possa tornare ad un clima di sana e leale concorrenza alla quale professionisti impiegati in questo settore potranno fare fronte e sicuramente utilizzando proprio le nuove tecnologie a godere di lunga vita professionale…
buongiorno. In effetti mi chiedo quale possa essere l’utilità di un articolo nel quale si afferma con assoluta certezza che accadrà un certo evento, per poi negarlo alla prima ondata di opinioni contrarie.
Comunque una cosa è certa. Le videoteche come canale di fruizione home video sono destinate a trasformarsi radicalmente, per cui quand’anche continuassero ad esistere fisicamente i negozi, con ogni probabilità ci troverete dentro tante di quelle cosa che la vera identità del negozio come lo abbiamo sempre conosciuto sarà completamente o in gran parte persa. Anche la rivoluzione industriale ha mandato a casa gli operarai; così ora siamo dinanzi ad una nuova rivoluzione industriale. Che manderà a casa un sacco di persone. C’è da chiedersi se questa è una reale conquista della società o, forse, una involuzione per certi aspetti. Effettivamente è aberrante pensare che la fine di migliaia di posti di lavoro non siano il frutto di una incapacità imprenditoriale ma solo di una indecente politica lassista. Senza contare il fatto che queste tencologie stanno aiutando tutti i consumatori ad essere sempre più isolati dai loro simili. Ma di questo, a noi commercianti che lavoriamo dodici ore nel nsotro negozio con dovizia di obblighi e pensieri per le incertezze, agli altri non frega nulla. Purtroppo neppure alle autorità che, per certo, perderanno migliaia di contribuenti fiscali.
Un appello ai consumatori, però: non parlate di libera cultura, perchè se fosse questo l’elemento giutificatore, dovreste anche pretendere di andare ai concerti gratis, di entrare nei musei e nelle librerie gratis e di avere gratis da Euronics i dvd che vi vendono.
Almeno un pò di correttezza e di decenza.
Saluti,
Un Videonoleggiatore schifato
Senza dubbio il tuo ragionamento non fa una piega, ma è inevitabile pensare a chi del noleggio ne ha fatto un lavoro con il quale deve tirare avanti una famiglia e magari si è pure indebitato per investire nella videoteca.
Il P2P è una cosa comoda, certo, ma il servizio che da un gestore serio e preparato - a prezzi decisamente alla portata di tutti - non lo da la rete.. Senza contare il fatto che il danno si estende a tutta una lunga serie di persone: non solo attori, registi, o i poveri videotecari ma anche rappresentanti, aziende che costruiscono i distributori automatici, aziende che stampano i supporti, trasportatori etc..
Insomma, quando c’è la giornata della salute e regalano le mele per strada il gestore del frutta e verdura si altera, ma a lui succede 2 volte l’anno. A noi succede quotidianamente da anni, è decisamente diverso.. E le case invece di aiutarci e sostenerci (perchè i loro clienti siamo noi) alzano i prezzi e non si decidono nemmeno lontanamente a venirci incontro con il bollino siae etc..
E in ultima battuta è vero che con la Pay Tv non devi uscire di casa due volte ma l’abbonamento non te lo regala nessuno. O meglio, loro acchiappano i clienti con l’offerta-esca e poi? Quando ti rendi conto che una parte del tuo stipendio va nella bolletta e nei film acqusitati on demand prova a disdire l’abbonamento, vedrai come è divertente!
Saluti.
grazie ainu, vedrai che gia nel pacchetto sicurezza ci saranno norme ben precise , il vento sta cambiano, e ovvio che dietro ogni malessere c’e’ qualcuno che si arrichisce , ma finira’ anche per loro, guardiamo in francia e la legge sarkozy e molto efficace ,ora la comunita’ europea sta approvando delle leggi contro la pirateria e al timone entra la francia, senza contare che con lo scambio p2p girano anche file pedo pornografici
Grazie a tutti voi per i bellissimi commenti.
In questi tre mesi dopo la stesura dell’articolo si è evoluto anche il mio pensiero a riguardo. Non un vero e proprio dietrofront quanto piuttosto uno spostamento verso una posizione di equilibrio tra il P2P completamente libero da vincoli e regole e la chiusura totale del mercato nell’era ante-P2P.
Possiamo avercela con la SIAE o le grandi major per la loro assurda politica commerciale, entità in grado comunque di aggirare il problema. La Siae prende i soldi delle gabelle (sovrapprezzo di legge) sui supporti vergini in vendita sul territorio italiano. Le Major aumentano i prezzi e spingono ancor più gli utenti verso la pirateria, fino al totale tracollo del mercato.
Mi piace l’idea degli artisti che ora sono “costretti” a lavorare in numerosi concerti per guadagnare, è finito il periodo in cui si scrive una canzone e ci si guadagna sopra per tutta la vita (nonché i parenti per alcuni decenni successivi alla sua morte).
Ma, è altresì corretto tenere in considerazione tutti gli interessi che gravitano attorno a questo mondo. Come scrive Double F: videoteche, rappresentanti, distributori etc etc.
Per quanto riguarda la conclusione dell’articolo avete pienamente ragione. Ho dato per certo un futuro che invece non è affatto scontato. Chiedo venia…
Gli interventi atti a migliorare le cose non sono impossibili. Basta solo un po di buona volontà da parte di chi può operare in tal senso. Politici in primis!